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domenica 18 maggio 2008

JILL MARIE LANDIS Amore a Magnolia Creek



L'EROE DEL SUO CUORE ERA TORNATO...
Durante la guerra civile, Sara Collier sposa il distinto Drew Talbot. Qualche tempo dopo, l'uomo si unisce all'esercito della Confederazione, morendo eroicamente sul campo di battaglia. Sara è prostrata dal dolore e rifiuta l'idea di aver perso il suo amore per sempre. Dopo un anno dalla fine della guerra, Drew ricompare sorprendentemente, desideroso solo di riabbracciare la moglie. Per la donna, però, nel frattempo le cose sono cambiate, e la verità che aspetta Drew a Magnolia Creek è ben diversa da quella che sognava di trovare...
2002
ROMANCE STORICO AMERICANO (KENTUCKY, 1866)
GIUDIZIO: C+
SENSUALITA': warm (caldo).
I romance ambientati durante e dopo la Guerra Civile sono rari in questi tempi, così aspettavo veramente con ansia Amore a Magnolia Creek in particolare perchè è ambientato in Kentucky, vicino a dove vivo io. Sebbene abbia molte qualità per raccomandarlo, lo trovo tristemente carente in molte cose che un racconto romance semplicemente deve avere - una relazione forte tra eroe ed eroina.
Drew Talbot è un giovane dottore nella piccola città del Kentucky di Magnolia Creek. Dopo un corteggiamento molto breve, sposa Sara Collier, una ragazza della foresta la cui famiglia lavora su un battello. Dopo la loro notte di nozze, Drew la lascia per unirsi ai suoi vicini nella Brigata Kentucky. Sara resta con la sorella di Drew, Louzanna, che soffre d’isteria e non ha mai lasciato la casa da quando il fidanzato è stato ucciso prima del loro matrimonio.
Sara, Louzanna e Jamie, un ex schiavo ora servo, vivono una vita tranquilla. Vanno avanti come ci si sarebbe aspettato, ma le loro vite cambiano quando apprendono che Drew è stato ucciso. Lou si rifiuta di credere che sia morto, ma dopo essere passato un anno, Sara si rassegna alla vedovanza. Quando arriva a Magnolia Creek una truppa di Yankees, uno di loro fa la corte a Sara. Lei, credendo che Drew sia morto, accetta di essere corteggiata e quando lui promette il matrimonio, va in Ohio con lui.
Ma Sara resta incinta e si ritrova sola. L’uomo è scomparso dandole un indirizzo falso. Sara partorisce una bambina e ritorna a Magnolia Creek dove è una “persona non gradita”. Il padre la picchia, la gente della città la evita, ma Louzanna la accoglie.
Poi Drew ritorna in vita.
Drew è amaramente ferito e tradito dall’infedeltà di Sara, e aggiungendo insulto alla ferita, la gente della città lo boicotta perché resta con la “traditrice” Sara. Occorre un’epidemia per la città per dimenticare Dru e per lui per dimenticare Sara.
AMORE A MAGNOLIA CREEK ha vari elementi per essere raccomandato. Mi è piaciuto specialmente come la Landis non rende grazia i suoi personaggi. Sara viene da un’ignorante famiglia delle foreste. Il padre comanda con la Bibbia in una mano e una verga nell’altra. La madre è vecchia prima del tempo, consumata dal lavoro e dai parti. La casa da cui viene Sara è paralizzata, oscura e puzzolente. Quando i personaggi si ammalano, alcuni di loro muoiono. La figlia di Sara, Elizabeth, è una bambina realistica, non un angelo. Fa i capricci, e agisce per la sua età. La città sembra molto vissuta, non solo un appoggio per la storia. Il solo personaggio che è troppo buono per essere vero è Jamie, che è praticamente un santo.
La Landis dà un buon quadro di quali effetti ha avuto la guerra su Magnolia Creek. Il Kentucky non è stato teatro di grandi combattimenti come la Georgia così non ci sono case distrutte o raccolti rovinati, ma la guerra ha agito lo stesso sulla zona. Il commercio è smembrato. Il nuovo proprietario del mulino di sorgo di melassa, precedentemente posseduto dai Talbot, è incapace di prendere parte a ripararlo, che non è in grado di pagare a Dru quello che deve. Magnolia Creek è stata una città solidale con la Confederazione, e molte famiglie hanno perso persone care o visto i loro uomini tornare menomati o ammalati nel cuore e nella mente, e odiano l’Unione. Così Sara, che si è legata al “nemico” è al centro del loro risentimento.
Il grande problema che ha avuto con il libro è la relazione tra Sara e Dru. Non sembrano mai adattarsi l’uno all’altra come una coppia perché le differenze tra le loro situazioni sono estreme. Dru è un dottore ben educato di una famiglia abbiente, che è soprattutto interessato alla teoria delle malattie da germe contro la teoria del contagio. Sara è una giovane donna illetterata di una famiglia della foresta che vive nello squallore. Possiede ancora la vecchia maniera del nonno e crede in incantesimi e formule magiche (lega una pallottola appiattita al collo di un bambino per curare il crup). Ad un certo punto ammette che ha fatto una formula perché Dru si innamorasse di lei. Hanno avuto un matrimonio lampo dopo essersi conosciuti per sole due settimane e i ricordi di Dru di Sara e l’amore per lei sono idealizzati all’estremo. Quando Dru torna, lui e Sara non comunicano molto. La reazione di lui alle formule magiche e agli incantesimi è di esasperazione. Ho letto la mia parte di storie di Cenerentola, storie che trascendono le differenze tra classi. Questa no.
Se la relazione tra Dru e Sara fosse stata più forte, sarebbe stato un libro più forte. Se non fosse stato un romance forse il rapporto sbilanciato non mi avrebbe annoiata tanto come ha fatto. Altre lettrici potrebbero non far caso alla differenza tra Dru e Sara tanto quanto me. Sebbene sia più di un libro mediocre, non è uno che posso veramente raccomandare.
Ellen D. Micheletti

sabato 5 aprile 2008

493 JILL MARIE LANDIS Fiore selvaggio



"L'UMORISMO, LA CALDA SENSUALITA' E LA LUCE DELL'AMORE SPLENDONO IN OGNI PAGINA DI QUESTO AVVINCENTE ROMANZO" (Romantic Times)
Joya Penn era cresciuta lontano dall'Inghilterra, in un'isola al largo dell'Africa. Figlia di un cacciatore di orchidee, era l'unica bianca che viveva fra le tribù indigene e i loro affascinanti rituali. Era felice, ma anche tormentato dalla sensazione che le mancasse qualcosa. Finché un giorno, sulle tracce del padre e dei bellissimi fiori esotici, arriva Trevor la porta con sè a Londra, ma sarà difficile per Joya vivere lontano dalla natura...
2000
ROMANCE STORICO (AFRICA-INGHILTERRA, 1850)
GIUDIZIO: C+
SENSUALITA': warm (caldo).
Ho sempre detto che un buon scrittore può portare a buon fine tutto; ma alcune trame sono più dure da ruotare di altre. Una delle più dure è la storia del "figlio selvaggio" dove uno dei due protagonisti è stato allevato in una cultura "primitiva". Questo è doppio quando il paese d'origine è immaginario. Tutti quei "saggi detti" primitivi e riferimenti religiosi ("Kibante, lo spirito della montagna") possono portarti fuori dalla storia verso momenti inappropriati. Questo è quello che mi è accaduto con Fiore selvaggio, un libro che parla di una ragazza cresciuta fra i nativi di un'isola piena di orchidee esotiche.
Fiore selvaggio inizia con l'arrivo dell'eroe, Trevor Mandeville, a Matarenga, Trevor è venuto nell'isola al largo della costa africana per trovare il famoso Cacciatore di Orchidee, Dustin Penn, nella speranza di potervi lavorare insieme. Trevor è presto distratto, comunque, dalla graziosa figlia di Penn, Joya. Lei è l'immagine della sorellastra Janelle. Non passa molto prima che Dustin ammetta che le due sono sorelle gemelle identiche. Joya è stata rapita da piccola e cresciuta da Penn e dalla moglie. Spiegare di più su questo sarebbe un peccato. Joya vuole disperatamente lasciare l'isola. Lei e il padre sono lì gli unici bianchi e gli uomini nativi non hanno interesse per lei. Joya teme che se rimarrà non si sposerà mai nè avrà una famiglia. Sta iniziando a essere attratta da Trevor. Trevor, e Janelle (che è arrivata da Zanzibar) chiedono a Joya di tornare a Londra con loro. Dustin, non avendo fiducia in Trevor, gli fa promettere che non toccherà Joya.
Presto i tre sono a Londra e Joya con riluttanza impara i punti più importanti per essere una signora inglese. Trevor lotta disperatamente contro l'attrazione per lei, una donna che assomiglia alla sorella.
Vi sono poche cose che mi hanno veramente infastidito nella prima parte del libro. La prima è l'espediente di Joya sorella gemella di Janelle, sorellastra di Trevor. Janelle e Trevor non hanno legami di sangue ma sono cresciuti insieme e sono legati come fratellastri. Inoltre all'inizio Janelle ha l'identica freddezza sull'attrazione tra Joya e Trevor che ho avuto io. In realtà l'ho accantonata, ma per un po' mi ha allontanata dal romanzo.
La seconda cosa che ha reso questa parte del libro molto dura da sopportare è che per una ragazza cresciuta da genitori inglesi, Joya è assolutamente ignara di cultura inglese. La ragazza sa veramente come mettersi i piedi in bocca ed esprime pensieri che sembrano misteriosamente fuori luogo per una giovane donna con il suo passato. Per esempio, quando, in una conversazione con la governante, Joya se ne esce con queste gemme:
"Che cosa prova una donna quando vuole accoppiarsi con un uomo? Accadono strane cose al suo corpo... E quando desidera un uomo e si ritrova desiderosa che lui la porti nel suo letto e faccia tutte le cose che i mariti fanno alle mogli?" Si pensa che questo sia un momento leggero, ma è duro per me credere che qualunque giovane donna, anche una cresciuta in una cultura primitiva, avrebbe chiesto tali cose a una persona del tutto estranea. E' doppiamente dura per me credere che una giovane donna cresciuta da genitori inglesi sia così aperta nelle curiosità sul sesso nel periodo vittoriano.
Quando il libro va avanti diventa considerevolmente migliore. Una ragione è che la coppia è costretta a sposarsi per evitare i pettegolezzi. Joya appassionatamente innamorata di Trevor, non capisce questo e quando scopre che lui è stato costretto a sposarla, la situazione fornisce la prima emozione credibile nella storia. Il mio cuore si è spezzato per la povera Joya quando ha scoperto che Trevor l'ha sposata per dovere. Dall'ultimo terzo di Fiore selvaggio, mi è veramente piaciuto.
Trevor è una delle ragioni che migliora il libro. All'inizio è un rigido, formalista, un uomo così lontano dai sentimenti che non riesce a capire perchè stare con Joya lo renda felice. Con il passare del tempo mi è iniziato a piacere a causa della protettività nei confronti di Joya e l'accettazione di lei a dispetto del suo strano comportamento.
Jill Marie Landis è nuova per me ma posso vedere dalla lettura di questo libro il motivo per cui tante persone amano il suo lavoro. Il suo stile è sensuale, i suoi personaggi divertenti e nelle scene in Inghilterra questo libro ha una fase molto felice. Troppe cose in Fiore selvaggio mi hanno portato fuori dalla storia per raccomandarlo senza riserve. Nondimeno, se ti piace Jill Marie Landis e non fai caso a diverse frasi insolite, potresti gradirlo.
Robin Nixon Uncapher

domenica 30 marzo 2008

463 JILL MARIE LANDIS I due volti dell'amore

PRIMA DI CONOSCERLO ODIAVA TUTTI GLI UOMINI. POI NE AMO' UNO SOLO
La giovanissima Olivia sta fuggendo da un passato di sofferenza e vergogna. Persasi nelle paludi del Kentucky, è soccorsa da un giovane eremita che ha cercato in quei luoghi desolati la tranquillità della sua anima. L'uomo ha il volto deturpato da una cicatrice, e Olivia non può imperdirsi di provare timore di fronte a lui. Ma imparerà presto che una dura scorza può nascondere un frutto dolcissimo...
LUGLIO 1999
ROMANCE STORICO AMERICANO
GIUDIZIO: B+
SENSUALITA': warm (caldo).
Questo non è il tipico romanzo di frontiera. Vi compare un'ambientazione poco familiare, un eroe sfigurato, un'eroina che chiaramente non è una vergine, e un cattivo simpatico. Nelle mani di un'autrice meno brava questa combinazione avrebbe dato un disastro, ma Jill Marie Landis dimostra ancora una volta che è più che capace di costruire una storia meravigliosa con questi ingredienti insoliti.
Noah Le Croix si è rifugiato in una palude dell'Illinois meridionale da quando un incidente in un fiume ha lasciato il segno su di lui. Figlio di un cacciatore francese e di una donna Cherokee, ha passato da solo la maggior parte della sua vita, e preferisce la solitudine alla compagnia degli altri. Non ha idea di essere diventato qualcosa di leggendario lungo i fiumi Ohio e Mississippi. Quando la bellissima Olivia Bond compare vicino alla sua capanna, troppo ferita per muoversi, egli con riluttanza la prende. Egli lotta contro l'attrazione per lei, ma neanche quando lei gli parla di se stessa non può cambiare i sentimenti che l'entrata di lei nella sua vita ha generato. Olivia era stata rapita dai pirati del fiume molti anni prima, strappata alla sua famiglia e venduta lungo il fiume a Darcy Lankanal, un tenutario di New Orleans. Darcy l'ha tenuta prigioniera come suo giocattolo personale prima che lei provasse a fuggire; ora, dispera di trovare la sua famiglia nella nuova residenza a Shawneetown. Come potrà spiegare loro quello che è diventata? La accetteranno ora? E' consapevole dell'attrazione di Noah per lei, ma il motivo per cui lui la vuole è perchè sa che è una donna perduta, e si convince che la sua reazione a lui deve essere causata dalla sua natura licenziosa. Non può credere che Noah possa trovare qualcosa di bello in lei, che ammiri la sua forza e il suo istinto di sopravvivenza.
Nel frattempo, Darcy è un po' più che seccato che Olivia abbia avuto il coraggio di fuggire da lui. Egli è ossessionato da lei e si rifiuta di lasciarla andare, quando una notizia lo informa che è stata vista in Illinois, egli la insegue. Ne segue una serie di disavventure, causate da una misera comunicazione fra tutti i personaggi, prima dell'arrivo del finale con un paio di affascinanti capovolgimenti.
Spero di essere stata capace di spiegare un po' Olivia. Ella è così protettiva verso la sua famiglia, e ha un tale basso livello di autostima, che fa un paio di stupidi errori che, sebbene siano totalmente plausibili e nel personaggio, mi hanno lasciata un po' meno che sopraffatta dall'ammirazione per lei. Ero con lei e capivo perchè faceva quello che stava facendo, ma ancora... avrei voluto conoscere di più Noah. Vederlo venir fuori dall'isolamento che si era autoimposto, fare la conoscenza dei due fratellini di Olivia, imparare a vivere con la consapevolezza di essere gradito alle persone che provano soggezione per lui, è molto piacevole. La Landis ha usato spesso ambientazioni fresche per un buon effetto sulle sue storie, e lo fa qui, troppo. La palude e le ambientazioni dure di "Piccolo Egitto" sono ben sviluppate. Vi è un meraviglioso cast di personaggi secondari, dalla famiglia Bond ai cittadini di Shawneetown, ma soprattutto Darcy. Egli è totalmente un cattivo affascinante che si inoltra in alcuni comportamenti non da cattivo. La Landis sembra essersi discostata dalla sua maniera di dipingergli una luce mezza simpatica come per svilupparlo in un seguito, e se questo è il caso non riesco ad aspettare per leggerlo!
Il dialogo scricchiola, la tensione sessuale tra Olivia e Noah è forte dal primo capitolo fino alla fine del libro. Se non fosse stato per l'eroina che trovo troppo confusa e insicura di se stessa, I due volti dell'amore si sarebbe classificato nel mio pantheon della Landis con Come Spring e Last Chance. Oh, che importa - il resto del libro è una valida compensazione a quest'unica debolezza. Credo che l'appenderò alla mia copia.
Nora Armstrong
- Day Dreamer
- Just Once
- I due volti dell'amore

domenica 16 marzo 2008

435 JILL MARIE LANDIS La spiaggia di cristallo



CHI ERA QUELL'UOMO PORTATO DAL VENTO? COSA NE SAREBBE STATO DI LEI?
Elizabeth deve sopportare un ultimo affronto dal marito defunto: non sarà lei ad ereditare il ranch in cui è vissuta in quegli ultimi terribili anni. Un uomo, uno sconosciuto, è arrivato a fare ancora una volta da padrone. O almeno, questo è quello che la donna si aspetta, ma il destino a volte sa regalare gioie inattese.